Dal RAL si sottraggono: contributi INPS (~9,19%), IRPEF per scaglioni (23%, 33%, 43%), addizionali regionali e comunali. Si aggiungono le detrazioni per lavoro dipendente. Il netto annuo si divide per le mensilità (13 o 14).
Quali sono le aliquote IRPEF 2026?
23% — fino a €28.000. 33% — da €28.001 a €50.000. 43% — oltre €50.000.
La no-tax area per dipendenti è fissata a €8.500.
Quanto incidono i contributi INPS?
I contributi INPS a carico del lavoratore sono il 9,19% del lordo. Per la quota oltre €55.448 (prima fascia INPS) si applica un 1% aggiuntivo (totale 10,19%). Il datore paga un ulteriore 23-24%, che non incide sul netto ma aumenta il costo aziendale.
Cosa sono le addizionali regionali e comunali?
Sono imposte aggiuntive calcolate sul reddito imponibile. Variano per regione (1,23%-3,33%) e comune (0%-0,9%). Vengono trattenute in busta paga mensilmente.
Quante mensilità si ricevono in Italia?
La tredicesima è obbligatoria per legge. La quattordicesima dipende dal CCNL (commercio, turismo e altri settori la prevedono). Con 14 mensilità, ogni mese si riceve un po' meno ma si hanno 2 mensilità aggiuntive.
Cos'è il trattamento integrativo (ex bonus Renzi)?
È un credito di €100 al mese (€1.200 annui) riconosciuto in busta paga ai lavoratori dipendenti con reddito fino a €15.000. Per redditi tra €15.001 e €28.000, spetta solo se le detrazioni superano l'IRPEF lorda. Non è un'ulteriore detrazione ma un importo netto che si aggiunge allo stipendio.
Come valutare un aumento di stipendio?
Non basta guardare la differenza lorda: a causa della progressività IRPEF, un aumento di €5.000 lordi può tradursi in soli €2.800 netti. Usa la funzione «Confronta due RAL» qui sopra per vedere l'aliquota marginale reale e quanto dell'aumento finirà in busta paga.
Perché le addizionali regionali variano così tanto?
Ogni regione fissa le proprie aliquote entro i limiti di legge (1,23%-3,33%). Regioni come Friuli V.G. (0,70% sui redditi bassi) e Trento (esenzione fino a 30k) sono le più vantaggiose. Lazio e Campania applicano fino al 3,33% oltre €15.000. La differenza può valere centinaia di euro all'anno.
Guida Completa: Da Lordo a Netto in Italia (2026)
Cos’è la RAL e perché non è il tuo stipendio
La RAL (Retribuzione Annua Lorda) è il numero nel contratto di lavoro, ma non è quello che ricevi in busta paga. Un lavoratore con RAL 30.000€ non riceve 2.500€/mese: il netto reale sarà circa 1.800-1.900€ su 13 mensilità. La differenza (35-40%) va in contributi e tasse.
Con la Legge 199/2025, l’IRPEF è a 3 scaglioni: 23% fino a 28.000€, 33% da 28.001€ a 50.000€, 43% oltre 50.000€. L’imposta è progressiva per scaglioni: con 35.000€ paghi 23% sui primi 28.000€ e 33% sui restanti 7.000€.
Contributi INPS
Il dipendente paga il 9,19% del lordo. Per redditi oltre 55.448€ l’aliquota sale al 10,19%. Il datore versa un ulteriore 23-24% (non compare in busta paga). I contributi sono deducibili dall’IRPEF.
Addizionali regionali e comunali
L’addizionale regionale varia dall’1,23% al 3,33%. L’addizionale comunale dallo 0% allo 0,9%. Un dipendente a Roma con 30.000€ imponibile paga 770€ in più rispetto a uno a Bolzano. La residenza cambia lo stipendio netto.
Esempi pratici
Voce
RAL 25K
RAL 35K
RAL 50K
Netto annuo
19.367€
25.747€
32.012€
Netto mensile (13 mens.)
1.490€
1.981€
2.462€
Raddoppiando la RAL da 25K a 50K, il netto mensile non raddoppia: passa da 1.490€ a 2.462€ (+65%). La progressività IRPEF assorbe una quota crescente.
Come valutare un aumento
L’aliquota marginale determina quanto dell’aumento finisce in tasca: nella fascia 23% ogni 1.000€ lordi = ~600€ netti, nella fascia 33% = ~500€ netti, nella fascia 43% = ~430€ netti.